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NOTIZIE DA KATON N.180 Ottobre 2018
Brugherio,2 Ottobre 2018  Carissimi,      vi sto scrivendo da Brugherio, il paesello natio, dove sono  rientrato per il solito “tagliando  in attesa di ripartire, a Dio piacendo, il  giorno 30 Ottobre.   Ricordate come finiva la letterina di Giugno? No? Nemmeno io! Però me  la sono andato a rivedere. Lo sapete perché?   Perché l’inizio del Messaggio di Papa Francesco per l’imminente  Giornata Missionaria Mondiale mi ha risvegliato qualcosa nell’orecchio,  come quando senti accennare una musichetta e… zàcchete! ti viene in  mente tutta una canzone…   Dicevo, concludendo la letterina: “E allora avanti, insieme con Lui,  testimoniando nella gioia la fede che Lui ci ha donato!  Proprio come il fuoco: per non spegnersi deve appiccarsi sempre a qualcosa di nuovo”.  Papa Francesco rivolge il messaggio ai giovani, ma, come si diceva una  volta, batte la sella per …” diciamo per darla a intendere al cavallo” e  dice a noi tutti: “La fede cristiana resta sempre giovane ( cioè viva e  scoppiettante come il fuoco, ndr,) quando si apre alla missione che  Cristo ci consegna.” E cita nientemeno che San Giovanni Paolo II che  diceva: “La missione rinvigorisce la fede”. Proprio come il fuoco che,  espandendosi e attaccando nuovi sterpi, si alimenta e cresce.  Altro che “trantran” che va avanti per inerzia o “catenaccio” in difesa! Si tratta di una “ripartenza” continua, che non si arrende mai,  anzi continuamente si rinnova al fuoco dello Spirito e va a segno, coinvolgendo e contagiando sempre nuove persone e culture.  Stop, sto andando nel difficile, Punto a capo.  Vi devo raccontare un po’ della vita della missione, se no non vale!   Dove eravamo rimasti? Ah, si, al mese di Giugno. Vi dicevo che la  pioggia ci ha aspettato: è venuta a farci visita la notte dopo che  avevamo finito di rifare il tetto di una delle case della missione. Ma non  vi ho detto il più bello: quel tetto l’abbiamo potuto rifare anche grazie ai  ragazzi della Cresima 2018 della Parrocchia di S. Carlo di Brugherio,  che hanno voluto aiutarci con i loro risparmi. Grandi! Un esempio  anche per i nostri ragazzi, una cinquantina, che anche quest’anno si  sono preparati e hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione.   Sapete una cosa? Uno per uno, prima della Cresima, li facciamo  incontrare con il prete per una chiacchierata, non ancora per la  Confessione. Si parla di loro, di cosa pensano per il loro futuro (hanno  ormai 18 anni i nostri) e la sorpresa che ho avuto lungo tutti questi anni  è che, quasi in ogni “infornata”, qualcuno o qualcuna ha espresso il  desiderio che Gesù lo chiamasse a seguirlo più da vicino; qualcuno  addirittura mi ha abbordato dicendomi: “Senti, facciamola corta, io  voglio essere prete e missionario!”. Capito? Il bello è che parlava sul  serio! Il gruppo di quest’anno l’ho accompagnato lungo i ritiri fatti in  preparazione, poi sono partito per venire per i soliti controlli e i ragazzi  per le chiacchierate a quattr’occhi col don, li ho affidati ai vari don che ora sono in forza a Suzana: don Abramo,  il parroco, don  Vitor e il diacono don Maiuca, che il giorno dopo le Cresime è stato  finalmente ordinato sacerdote.   Io non c’ero, come ho detto sopra, ma mi hanno scritto in parecchi  raccontandomi com’è andata, entusiasti per quello che avevano visto,  sia in occasione delle Cresime, conferite dal Vescovo Ausiliare  Monsignor Josè Lampra, sia dell’Ordinazione del Diacono don Maiuca,  presieduta, il giorno dopo, dal Vescovo Monsignor Josè Càmnate.  Pensate, c’erano addirittura due vescovi a Suzana! Qualcuno mi ha  detto “Mancavi solo tu”, quasi che io potessi fare il terzo tra i vescovi,  roba da matti!   Molti mi hanno pure scritto: “E’ andato tutto benissimo,  anche se non c’eri tu!” e proprio qui sta il bello! Tutto benissimo senza  che ci fossi io, è proprio quello che desideravo e quello che vorrei  continuare  a vedere.   Non sempre è andato tutto bene anche quando c’ero io, perché è  inevitabile, non tutte le ciambelle riescono col buco; però le basi ci sono,  la corsa è impostata, le comunità sono vive, le famiglie continuano a  dare i loro frutti e i giovani, anche con qualche inevitabile sbandamento,  hanno davanti degli esempi costruttivi.   Sapete una cosa? Ai Cresimati di quest’anno non abbiamo potuto dare il  libretto in Felupe degli Atti degli Apostoli, perché erano esauriti (i libretti, non gli Apostoli, si capisce!) e allora  gli abbiamo  consegnato tutto il Nuovo Testamento, sempre in Felupe. E poi… sorpresa! Ho scritto per loro un libretto, “I santi della porta  accanto”, in cui ho raccolto le figure più significative dei nostri primi cristiani felupes, i primi che hanno risposto alla chiamata del  Signore. Io li ho conosciuti tutti, addirittura alcuni hanno sentito da me l’annuncio del Signore Gesù, li ho accompagnati io al  Battesimo, ho camminato con loro poi… hanno messo fuori la freccia e mi hanno sorpassato!   Tant’è che anch’io prego il Signore che mi dia una fede come la loro.  Ecco, vorrei proprio che i nostri giovani si accorgessero di loro, “guardassero al ceppo da cui sono stati tagliati” e… tirassero le loro  conclusioni davanti al Signore Gesù. Credo che questo possa essere davvero un bel “complemento” al Sinodo che in questi giorni  si sta svolgendo proprio per loro, i giovani.   Ai quali tutti insieme facciamo un sacco di auguri: se fossimo allo stadio faremmo una “ola” gigantesca…. in attesa che, a suo  tempo, quando il Signore vorrà, si meritino tutti una bella “standing ovation”!  Auguri!!! 
180 ottobre 2018