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NOTIZIE DA KATON N.189 Dicembre 2020
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Carissimi, Suzana 11 Dicembre 2020  Carissimi, innanzitutto devo chiedere scusa per il grosso ritardo con cui mi faccio vivo: se aspetto un po’ ancora va a finire che gli  auguri per Natale ve li faccio a Pasqua!...   Poi un grosso GRAZIE!  E’ vero che il diavolo ci ha messo la coda sotto forma di coronavirus, che non sai più come chiamarlo, se  pandemia o pandemonio o giù di lì. Ma ancora una volta è fuor di dubbio che in questi frangenti lo Spirito viene in soccorso e ti  “svela il senso di ciò che accade”.  É anche per lui che ho potuto leggere tanti segni di speranza, mi sono imbattuto in persone  meravigliose che hanno scoperto il sapore  un po’ antico del “darsi una mano” (anche se conservando il “distanziamento sociale”)  senza metterla giù dura, e dite poco?!  Ho potuto vedere, anche dietro la mascherina, sorrisi di simpatia e anche quasi di scusa da  parte di non pochi di voi che nonostante tutto hanno cercato  di “farsi  in quatto” per la missione, anche se a volte le circostanze non  hanno permesso di fare di più. In questo mi riferisco anche agli amici della Ciclistica 2 di Brugherio che, con il calendario fresco di  stampa e come al solito  ricco di colori, di fantasia e di allegria, si sono visti impossibilitati di fare le solite bancarelle della festa di  Brugherio, che rappre-sentano il punto forte delle vendite. Ci siamo organizzati e ognuno ha  fatto la sua parte, anch’io la mia che  consiste nel pregare il Padreterno che ci tenga lontana la pioggia in quel preciso giorno, se no le vendite “fanno acqua”. Anche il  Padreterno ha svolto egregiamente la sua parte… Ma la coda del demonio ha rovinato la festa: niente bancarelle per evitare gli  “assembramenti” e buonanotte ai suonatori… i quali si sono dati da fare ad organizzare punti di vendita strategici: come dire che s’è  accettato di non fare il “concerto grosso”, ma i “concertini” nessuno ce li può impedire! Nel marasma generale (rinforzato anche dalla  inopportuna, a mio modesto parere, attitudine dei mezzi di comunicazione sociale a bombardarci di fatti, notizie e numeri il più possibile  allarmanti, del tipo: “vedi che io non ho paura di dirti le cose come stanno senza fare sconti? Per cui stai con me!” … che così aumento gli  incassi!...) ho cercato di fare la mia parte tentando di seminare speranza a larghe mani, soprattutto attingendo alla Parola di Dio e alla…  preghiera, la quale è la vera “bacchetta magica” che ti permette di raggiungere ognuno al momento giusto che più giusto non si può, visto che  lo sceglie Lui!   In mezzo a tanto  disagio il Signore mi ha aiutato a raggiungere ancora una volta la missione che mi dà il privilegio di servire. Non solo, ma  ho trovato anche chi mi ha aiutato a rifarmi la bocca con rispettivi denti e a “sladinarmi” motore e sospensioni del “caval di san Francesco”  con opportuni supplementi di fisioterapia; addirittura, arrivato a Bissau, vi ho trovato uno dei soliti, e provvidenziali, amici della missione o  amici degli amici ecc. ecc. il quale, raggiunta la pensione dopo decenni di manipolazioni a giocatori di rugby  ad alto livello, ha pensato di  mettere competenze ed esperienza a servizio dei missionari e non solo.. Mi ha un po’ “devastato”, ma mi sono poi sentito davvero meglio.  E qui casca l’asino!  Altro che partita di Rugby: è peggio il viaggio Bissau-Suzana con lo stato attuale delle cosiddette strade, anche quelle  che in passato avevano conosciuto l’asfalto. Sono partito come un galletto, cercando di fare anche alcune riprese per documentare  cambiamenti a chi era già venuto, ma dopo qualche chilometro, ho afferrato il maniglione sopra la portiera del passeggero per cercare di  attutire colpi e “insaccate” alla spina dorsale. E l’autista guidava con calma e prudenza! Le riprese fatte sono sufficienti per documentare che  da queste parti chi indossa la mascherina è una mosca bianca. Misteri!   Come Dio volle arrivammo a Suzana… e ci vollero due giorni per smaltire il viaggio.   Ho trovato la centralina senza gasolio,  il serbatoio senz’acqua, la cassa senza soldi, l’armadio dei viveri in dispensa senza niente, la stanza  senza la luce a 220, il letto senza lenzuola, la doccia senza asciugamani, il mio studio senza luce a batteria e l’impianto che alimenta il  computer fuori combattimento, la chiesa senza la luce al palliotto dell’altare e all’ambone del lettore… E tutto questo non è niente. Aggiungete  solo: la diocesi senza vescovo. Mons. Camnate ha dato le dimissioni ed è passato nel glorioso club degli “Emeriti” cui, modestia a parte, mi  onoro di appartenere pure io.   Ma c’è un altro “senza” non meno importante: sembra, dico “sembra”, che la Guinea Bissau sia SENZA coronavirus:  pochi casi e circoscritti.  Come mai? Non certo per il comportamento della gente, che è diametralmente opposto a ciò che dovrebbe essere. Eppure!  Sarà che il Padreterno chiude un occhio per noi? O li spalanca tutti e due?   Mistero!  A proposito di Padreterno. La liturgia dell’Avvento ci propone letture interessantissime.   Prendete il giovedì della prima settimana, che mi ha colpito.   Isaia: “Così dice il Signore: Non temere, vermiciattolo di  Giacobbe, larva di Israele”. Due termini scioccanti ed ecco ristabilita la verità. E le  proporzioni..  Qui scatta la sproporzione tra a colpa dell’uomo e il perdono di Dio: “Tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula”. Dove monti e  colli sono sinonimi di regni pagani con le loro divinità.  Ma come, un vermiciattolo, una larva potrà avere questa forza cui niente può resistere? Sì, se rimane con Lui, il suo “Redentore, il Santo di  Israele”.  E poi ancora: “I miseri e i poveri cercano acqua ma non ce n’è; la loro lingua è riarsa per la sete” il che in regioni desertiche significa morte  sicura per disidratazione. E il Santo d’Israele che fa?   Offre una tazza d’acqua? Macché, state a sentire: “Faró scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli; cambierò il deserto in un  lago d’acqua, la terra arida in sorgenti. Pianterò cedri nel deserto….” E così via. Esagerato!... Tutto questo per un “vermiciattolo”, per una  “larva”? Sì, perché quando Dio risponde, risponde “da Dio”!  Ma non è finita: addirittura ci manda  il Figlio! Ed è Natale! Il Figlio di Dio si fa  uomo in mezzo a noi perché ci vuole abbracciare con braccia  umane, stringerci al petto, in cui pulsa un cuore di Padre, di un inarrivabile Papà.   E qui arriva il genio di Papa Francesco. L’anno  scorso ci regalò quella bellissima letterina sul Presepio, ricordate?  Quest’anno, quando ci  sentiamo davvero come vermiciattoli e larve di fronte a  un coronavirus che continua a metterci in scacco che fa? Se non stessimo parlando  di un Papa, diremmo che “ne sa una più del diavolo”! Qualcuno    direbbe che si, trattandosi di un Gesuita lo possiamo dire, senza malizia,  naturalmente. Perché la “trovata” dell’anno dedicato a s. Giuseppe, il falegname “papà” di Gesù di Nazareth è veramente geniale!  C’è stata anche  per questa pandemia la polemica tra chi parla di un “castigo” di Dio  e chi contesta adducendo ragioni di alta teologia e  “distingue tra forma del  linguaggio e il suo contenuto” e chi più ne ha più ne metta.   A me, leggendo questa bella lettera di Francesco è venuta  spontanea questa parabola. A furia di comportarci come bimbi  vivaci, birichini e senza il senso del pericolo, abbiamo  scavalcato la ringhiera del balcone. All’improvviso ci rendiamo  conto del pericolo e ci blocchiamo, terrorizzati: piangere  perché qualcuno ci soccorra è l’unica via d’uscita, sperando  che papà ci senta.  E tu che sei papà che fai? Sbatti giù il tuo bambino perché ti  ha disobbedito e si è cacciato nei guai? Ma no, ce la metti  tutta per raggiungerlo, con calma perché non si agiti, che non  gli succeda di peggio, lo prendi tra le tue braccia, le braccia  del papà, braccia forti e tenere insieme e te lo stringi al petto  facendogli sentire l’angoscia per cui sei passato, così che sarà  proprio lui a non volersi più mettere nei pasticci a quella  maniera.  Salvo poi trovarne un’altra…  Ma il Papà ci sarà sempre al suo  fianco, forte come è Lui e discreto come lo incarna Giuseppe,  il falegname di Nazareth.   E sarà sempre Natale! Auguri! 
189 dicembre 2020