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NOTIZIE DA KATON N.199 Gennaio 2024
                                                                                                                                Lecco 24.12.2023  Carissimi, ciao come state? Questa volta un semplice biglietto, visto  che sono al last minute, e chiedo scusa a molti di voi, prima di tutti  all’amico Piero, che da un sacco di anni confeziona e spedisce le  nostre letterine. Sinceramente non so se e quando riuscirò a finire  questo messaggio.   Comunque vi porgo i più sinceri auguri per un sereno e gioioso  Natale del Signore Gesù, Principe  della Pace.   Non avendo notizie fresche dalla missione, avevo deciso di  soprassedere e rimandare la lettera ad altra data, senonchè . . . .  .l’altro giorno il mio deambulatore con seggiolino incorporato, che mi  permette alcuni spostamenti in autonomia, mi ha “disarcionato” con  un “cappotto” a regola d’arte, così che sono andato a sbattere la  capoccia sul pavimento della stanza con le zampe all’aria.  Nessun conseguenza fisica, ma ho cominciato a vedere le cose da  un altro punto di vista!! (ci voleva poco!). Esempio: Papa  Francesco continua a parlarci di testimonianza, da cui nessun  battezzato si deve esimere e dire “io non c’entro”. Perché? L’anno  scorso ci diceva “Battezzati = inviati”. Ecco, messa così siamo di  fronte a un vero “proclama”  una autentica rivoluzione!   Ricordo che da ragazzo, quando decisi di iscrivermi all’Azione  Cattolica mi raffiguravo la Chiesa come un insieme di persone, un  grande gruppo in cui ci sono gli individui “normali”(leggi “comodi”)che  non se la scaldano tanto, fanno il dovuto) e  altri che si impegnano  più seriamente, ma il loro impegno è “un di più” non è poi così  richiesto, così necessario, Come dire “battezzati” e basta; “inviati” è  solo per alcuni, i cosiddetti “laici impegnati” per cui anche noi entravamo in questo ordine di idee: i laici, che  si ricordano di  essere battezzati e aspettano gli ordini dei preti; e i preti appunto, che sono quelli che devono darsi da fare. E ci pareva di  aver fatto  già un bel passo avanti.   E poi ci sono gli elementi  “di punta”, quelli che possiamo equiparare a “truppe speciali” le truppe scelte, alle quali si guarda  con una certa ammirazione mista a trepidazione: per loro l’eroismo è roba di tutti i giorni, pronti a morire per la causa che  difendono. Guardavo i missionari e li vedevo in questa luce. E quando mi resi conto che si, sembrava che Gesù chiamava  anche me ad unirmi a loro, mi venivano le vertigini: missionario! Non sarà un po’ troppo?   E quando leggevo  di qualcuno che era “sacerdote missionario”  pensavo: non solo sacerdote, ma in più missionario, e lo  vedevo come più vicino a Gesù! . . .  ALT! Ci dice Papa Francesco, tutto sbagliato!  Missionari, inviati lo siamo tutti, “battezzati e per ciò stesso inviati” ecco cosa sono,  o dovrebbero essere TUTTI i cristiani. Poi ci sono i “posti di combattimento”  specifici, ma siano arruolati tutti, nessuno escluso. Per cui io non sono “sacerdote  missionario”, ma missionario sacerdote, come altri sono “missionario mamma”,  “missionario papà”, missionario ferroviere, missionario insegnante e via dicendo,  semplicemente in forza del Battesimo!  Ci voleva proprio una capocciata per vedere le cose da un altro punto di vista!!   Noi abbiamo la fortuna di avere incontrato una persona che addirittura prima del  Concilio Vaticano secondo era giunto a queste conclusioni in linea teorica come  anche pratica. E si vedono pure dei risultati. Questa persona è Padre Spartaco  Marmugi. A proposito, domani 28 Dicembre 2023 ricorre il cinquantesimo  anniversario  della sua morte, quando, come amava dire, anche lui si è  messo in fila per andare a ricevere il suo soldo come tutti gli altri lavoratori della  vigna, che hanno risposto subito si alla chiamata  del Padrone quando li ha mandati  a lavorare: ad ognuno un soldo, in proporzione all’amore di Dio e non alla quantità  di lavoro svolto o di tempo impiegato. L’evangelista Matteo sapeva far di conto, ma  la paga della parabola che Matteo riporta al cap. 20 del suo Vangelo è “impagabile”,  si tratta della comunione di vita col Figlio, Gesù, il Salvatore che è venuto a cercarci  e ha pagato in anticipo.   Padre Spartaco Marmugi lo credeva fermamente e si è comportato di conseguenza, in tutta umiltà: per lui la paga non era “meritata”, ci vuol altro! L’essere stato chiamato era già una paga di gran lunga superiore ad ogni aspettativa.                                                                                                                                                                           Auguri a tutti:   percorriamo il Nuovo Anno che il Signore ci offre seguendo Lui insieme con i fratelli “tutti”   Buon Cammino