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NOTIZIE DA KATON N.179 Giugno 2018
Suzana 15 giugno 2018,  Carissimi, e dài e dài… mi sono deciso a scrivervi e ho scelto la data di oggi.  Sapete preché? Tirate a indovinare?  Proviamo. Perché se no arrivo fuori tempo massimo, quando siete tutti in giro  per le vacanze e può succedere che magari non riuscite a recuperare la letterina  che a questo punto può andare persa. Direi che c’è del vero, ma non è la  ragione principale.   Perché se no la lettera arriva quando sono finiti anche gli oratori feriali, dove  magari poteva aiutare a fare un po’ “notizia”. Orpo, lo sapete che avete ragione?   Bellissima l’avventura dell’Oratorio estivo e tutto ciò che l’arricchisce è bene  accetto. A suo tempo la vissi anch’io questa avventura, soprattutto quando mi  capitò di doverla organizzare  e condurre in prima persona! Indimenticabile!   Roba da nonni ormai; ma che sprint a quei tempi!   Però non è nemmeno questa la ragione principale.   Perché… è venuta la prima pioggia e… mi ha svegliato ricordandomi che ormai  siamo all’estate (qui, in francese, dicono “inverno”: vattelapesca  chi ha  ragione…). Be’, ci siete vicini. Proprio l’altro ieri sera abbiamo finito di mettere  l’ultima lastra di vetroresina sul tetto di una casa della missione che abbiamo  rifatto e la notte vento e acqua a volontà! Con un vivo ringraziamento a tutti i  santi che ci hanno dato un mano, per primo sant’Antonio, che era proprio la sua  festa.….  Ma non ci siamo ancora! Eh, ma allora voglio proprio fare il difficile!  Ah, perché se no ci sono i mondiali di calcio e la lettera passa in secondo  piano… Semmai avrei dovuto arrivare prima!   E allora va bene, ve lo dico io: le ragioni sono due: la prima è che oggi è la festa  del beato padre Clemente Vismara del PIME nato a Agrate Brianza, che ha fatto  61 anni di missione in Birmania, ora Myanmar, e la seconda è  perché ho qui  davanti la schermata di “Noi Brugherio” in Pdf con la notizia dell’Ordinazione Sacerdotale di don Alberto Ravagnani. Due fatti che mi  riportano alle mie radici, Brugherio e il PIME, l’una in cui è nata e cresciuta la mia vocazione sacerdotale e missionaria e l’altra che  mi ha permesso di realizzarla e viverla da ormai cinquant’anni: me ne mancano un po’ per arrivare a padre Clemente, ma, non si sa  mai cosa ci riserva la Provvidenza!...   L’ho conosciuto il padre Clemente, l’ho incrociato una volta sola, in seminario a Monza, quando venne in Italia per le ferie nel 1957.  Si mise a raccontare e… avrebbe potuto continuare per ore senza minimamente stancarci: pendevamo letteralmente dalle sue  labbra.   Ricco di vita, ricco di fede, contento e entusiasta: è sempre stato il mio “campione”; e lo è ancora, anzi ora più di prima. Certo io non  gli porto nemmeno le ciabatte, neanche a scrivere: le sue lettere erano sempre spassose, ma ricche di succo, di fede e di buon  senso, una autentica miniera.   Ora che per me di tempo ne è passato non poco, mi trovo a condividere e a cercare di imitare certi suoi atteggiamenti. Credo che il  primo sia proprio la gratitudine e il secondo l’entusiasmo. Gratitudine ad ogni cenno di vita che vedi nascere  e svilupparsi,  all’apparire di nuovi virgulti nella vigna del Signore, di ragazzi che si accorgono che Gesù gli vuol bene e si mettono a camminare  con lui; fa niente se ogni tanto incespicano in qualcosa: li aiuti a rialzarsi e ringrazi il Signore che te ne ha data l’occasione.   Vedere che Brugherio continua a dare nuovi sacerdoti alla Chiesa mi dà sempre una grande gioia: “guardate al ceppo da cui siete  stati tagliati”: il ceppo è buono e tocca a noi, si anche a noi che siamo lontani da tanti anni, fare in modo che non si inaridisca, ma  continui a “buttare” con fedeltà e vigore.   Tutti i miei auguri a don Alberto, che ho accompagnato nella preghiera negli ultimi giorni prima dell’Ordinazione, quando appunto da  Noi Brugherio ne ho avuto notizia E un sacco di auguri agli Oratori: quando più di cinquant’anni fa, fui ordinato sacerdote, scrissi una  letterina di ringraziamento all’Oratorio in cui ero cresciuto. Vedo con piacere che don Leo ci crede e come! Si tratta davvero di una  ricchezza che abbiamo ereditato dalla fede dei nostri vecchi.   Solo “amar’cord”?  No, perbacco!  Anche se ora, come si dice, sono “a riposo” e non ho notizie da darvi di scorrerie per i villaggi o di  lavori eseguiti: solo il rifacimento del tetto di una casa della missione cui accennavo e la nuova sede della nostra radio parrocchiale,  la quale sede però non è ancora  finita e… non è ancora molto “fotogenica”.   Insomma ora faccio un po’ il “mister” cercando di comunicare strategie e entusiasmo anche se non sempre la va dritta. Ma intanto  vedrete che sorpresa a Settembre! Qualche giorno prima di me arriveranno due giovani: ho battezzato i loro genitori e poi anche loro  e i due verranno in Italia, a Monza, al seminario teologico del PIME per essere missionari anche loro. Ve li farò conoscere, voglio  che anche loro conoscano voi che, chi da più tempo chi da meno tempo state  camminando con noi in questa meravigliosa avventura: raccontare a tutti, ma proprio a  tutti che il Signore ci vuol bene ed è venuto a stare con noi. Non è questa, in fondo la  buona notizia, il vangelo?  E allora avanti, insieme con Lui, testimoniando nella gioia la fede che Lui ci ha donato!  Proprio come il fuoco: per non spegnersi deve appiccarsi sempre a qualcosa di nuovo.  Capito? Auguri!  E buone vacanze!  PS. Segnalo due titoli di  libri su padre Vismara da leggere  magari durante le ferie:  saranno una compagnia più che gradevole.  P. Gheddo. PRIMA DEL SOLE.  Ed. Emi.  P. Gheddo. FATTO PER ANDARE LONTANO.  Ed. Emi.  Buona lettura. 
P.I.M.E. SANGIORGIO BRUGHERIO OLTREMARE