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NOTIZIE DA KATON N.181 Dicembre 2018
P.I.M.E. SANGIORGIO BRUGHERIO OLTREMARE
Suzana 2 Mazo 2019   Carissimi, guardate bene la data. L’avete vista? Si? “Che c’è di strano?” direte. Avete ragione, per voi non c’è niente di strano.  Per noi, e per me in particolare, è una data storica: il Natale della Chiesa di Gesù qui nel paese dei Felupes. Cinquant’anni or  sono celebravamo in questa data i primi battesimi, nasceva una comunità, 50 persone, tra le quali otto famiglie, le prime pietre di  questa porzione di Chiesa. Il p. Marmugi era raggiante, me lo ricordo bene: aspettava quel giorno da 17 anni!   Ho preparato una celebrazione per questa sera in cui, più che guardare al passato, attraverso la Parola di Dio cerchiamo di  renderci conto del dono che Dio ha fatto a noi e, attraverso di noi, a questo popolo.   “Il popolo che andava nelle tenebre, vide una grande luce” dice il profeta Isaia e la Chiesa ce lo ricorda nelle prima lettura della  Messa della notte di Natale.   Renderci conto di quanto Dio ci ha voluto e ci vuole bene: è il senso di tutto il cammino della Quaresima, che sfocerà, a Dio  piacendo, nella luce della Resurrezione delle feste Pasquali, quando la Chiesa appunto ci farà ripetere le “promesse  battesimali”: poca cosa se non le appoggiamo su una consapevolezza rinnovata di quanto il Signore ci vuole bene e ci usa  misericordia. Certo, il Signore ha fatto in noi grandi cose, lo possiamo dire, anzi cantare con Maria, la Madre di Gesù!  Ma anche quante  infedeltà, quanta pigrizia, quanta ingratitudine! Il Signore ci ha fatti “Luce fra le tenebre”, ma la polvere accumulata rischia di  smorzare la forza di questa luce, per cui una bella “spolverata” quaresimale è la benvenuta.   Sta scendendo la sera e siamo qui con il fiato sospeso. C’è scontro tra i villaggi di Elia e Jobel da una parte e Eramme dall’altra.  Sono già volati fendenti di machete e addirittura qualche colpo di arma da fuoco, con feriti vari. Le autorità…. Meglio non  parlarne, tanto sono tutti impegnati a assicurarsi un “cadreghino” visto che domenica prossima 10.3 ci sono le elezioni e sono  tutti in “campagna”.   Per cui con la minaccia espressa di un attacco armato da parte di Elia e Jobel, le cosiddette autorità se ne sono andate, anzi, a  quanto sento si sono portate via anche polizia e esercito che si erano interposti nei giorni scorsi evitando il peggio. Hanno  lasciato sul posto un drappello di 12 uomini. Ho l’impressione che Pilato non abbia ancora finito di lavarsi le mani….   Abbiamo un bel dire che in questi tre villaggi, nonostante i vari tentativi effettuati lungo gli anni,  non siamo mai riusciti a far  nascere una comunità cristiana:  questo non ci scusa del fatto che il “sale” del Vangelo non li ha ancora “contagiati”, dopo ben  50 anni di prossimità. Una bella responsabilità da parte nostra!  In compenso questa mattina a Kassolol abbiamo  celebrato la Messa di ringraziamento per la prima  suora di quella comunità, suor Maria do Rosario, figlia  di una famiglia cristiana, ringraziamento che ha  trainato a rimorchio quello di un’altra suora novella,  francescana, suor Severina, la cui famiglia ha radici  nella stessa comunità, ma che non è mai vissuta qui.  Era presente anche il nostro primo prete, padre  Abramo Ambessum, della stessa comunità di  Kassolol, che a Luglio farà il 25° di Ordinazione. Una  Messa celebrata in semplicità, ma con tanta gioia!  Vedete come il Signore è buono: se da una parte si  addensa la nebbia, da un’altra parte ci apre stupendi  spiragli di luce. E di speranza.  Sto continuando la lettera il lunedì pomeriggio, 4  Marzo.  La notte a Eramme è trascorsa abbastanza tranquilla,  anche se donne e bambini sono  rifugiati nelle scuole  nella parte del villaggio che confina con Suzana ed è  sufficientemente protetta.  Stanno piano piano venendo a galla antichi rancori e  nuove manovre per corrompere chi deve prendere  delle decisioni.  Ma noi continuiamo a parlare di  speranza, ci mancherebbe!   Speranza che i nostri vescovi hanno cercato di  ravvivare con la lettera pastorale inviata in  preparazione delle elezioni di domenica prossima. Una  volta tanto sono stati abbastanza coraggiosi, dicendo  le cose come stanno. D’altra parte i danni perpetrati  dalla classe politica sono così evidenti e macroscopici  che il non citarli sarebbe stato interpretato come una scelta di campo a loro favore.   Peccato che si sono svegliati tardi.   In extremis ne ho fatto un libretto da mandare nelle comunità domenica mattina ( e qualcuno dei miei collaboratori si è  dimenticato di portarli….); domenica all’omelia l’ho commentata; nel pomeriggio, mentre fuori  impazzava la musica del  carnevale, ne ho fatto una sintesi in felupe. Stamane l’ho spiegata ai collaboratori invitandoli a farla arrivare alle comunità, ma…  è la settimana del carnevale!... Allora l’ho registrata a mezzogiorno  e da stasera la faccio trasmettere in radio. Insomma, una  volta tanto che i nostri vescovi, anche se in ritardo, ci danno una mano, siamo proprio noi a chiudergli la bocca?  Anche dopo  cinquant’anni il ritmo lento africano non mi va ancora giù! (A proposito è “ritmo lento” o è proprio “inerzia”? “Ai posteri l’ardua  sentenza” direbbe il “Dun Lisander”).  Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire con il saggio del libro del Kohelet.   E INVECE NO!  Di nuovo c’è qualcosa di grandioso, che ha diviso la storia in un “prima” e un “dopo” che non è ancora finito: il mistero della  Pasqua, del Figlio di Dio che si è fatto carico delle nostre inerzie, delle nostre fisime dei  nostri pregiudizi e delle nostre colpe e  se le è portate nel sepolcro. Poi ne è vento fuori, ma tutta quella roba l’ha scaricata là dentro. Purtroppo noi abbiamo il vizio di  andare a frugare nella discarica, recuperiamo antichi errori e li spacciamo per modernità, antiche sconfitte e le propaliamo come  nuove vittorie!... Qui si che non c’è proprio niente di nuovo!   Accogliamo l’invito della Quaresima! Liberiamoci dall’egoismo e liberiamo anche il creato che aspetta di vederci per quello che  siamo, figli di Dio.   Allora sì che si potrà tirare tutti un gran sospiro di liberazione (che magari “buffa” via la nebbia  e ci libera  anche dallo smog, una volta buona!). Ce lo dice anche papa Francesco nel suo messaggio.  Buona Quaresima, per una ottima Santa Pasqua: la vera novità!