Home Notizie da Katon Suzana oggi La storia Amici di Suzana Archivio Fotografie Fotografie Mondo e Missione Mondo e Missione PDF PDF
"L'esperienza è quello che (ti) resta di ciò che hai vissuto".  Se questa frase è vera, non posso ancora dire con esattezza che cosa sia stata l'esperienza di quest'anno per me. So che ho vissuto però, e tanto. Io, insieme a tre miei compagni, ho avuto la possibilità di trascorrere un pezzo della mia vita nella Missione Cattolica di Suzana: un piccolo villaggio, situato nel Nord-Ovest della Guinea Bissau, a qualche chilometro dal Senegal. Una nazione grande poco più della Lombardia, la regione in cui vivo. Spesso dimenticata dall'uomo, ma non certo da Dio. Noi però non siamo stati soli. Con noi c'è stato Padre Zè, un uomo che non posso descrivere in poche parole: bisogna viverlo per conoscerlo, e forse non basta nemmeno quello. Ho ancora impresse nella mente la sua forza d'animo, la sua fede volta al donarsi, senza fermarsi, nemmeno davanti agli ostacoli che sembrano più ostici. La sua capacità di far funzionare le cose. La sua determinazione. La sua simpatia avvolgente. Mi rimarranno nel cuore anche i suoi aneddoti, con cui deliziava i momenti del pranzo, della cena e dei viaggi insieme sul Land Rover, che, quando non dava problemi di gasolina o motore, ci portava di villaggio in villaggio per scoprire ogni giorno cose nuove. C'è stata la gente di Suzana, con tutte le sue differenze culturali, le sue tradizioni. I suoi odori, i suoi sguardi. Tra il lavoro nelle risaie, o nell'officina, o l'impegno nei momenti di catechesi, o di semplice vita quotidiana nel villaggio, abbiamo visto una comunità che cresce, che si vuole bene. Una comunità che si incontra per discutere delle decisioni importanti e che si da da fare per un futuro migliore, fondato sui principi della religione cristiana, che inizia ad essere un punto fermo, in un territorio "polmone del mondo" per la religione. Ci sono stati i bambini, che ci accompagnavano nelle nostre giornate con le loro urla, con i loro giochi tutti da capire e con le loro mani piene di sabbia. E rughe. E povertà. Loro, con gli sguardi, con le incomprensioni dovute alla lingua diversa. Loro, con le braccia protese per farsi abbracciare, o accompagnare in qualche luogo. Loro, con il sorriso sempre addosso, anche quando cadevano o si facevano male. C'è stata la natura, ampia e maestosa, con i suoi alberi alti come palazzi. Con le piogge torrenziali. Con i cieli stellati. Con i tramonti, dove il sole scende velocemente, e regala un rapido assaggio di cosa è in grado di fare con i colori. Con me, ci sono stati i miei compagni di missione, con cui ho condiviso lacrime, ed emozioni. Difficoltà, momenti di disagio. Scoperte, idee, valori. Compagni di risate e di mani strette per dire un padre nostro, o per farsi coraggio l'un l'altro. Abbiamo costruito un campo da basket per la missione di Suzana, abbiamo pitturato un salone per le riunioni della comunità ( anche se deve essere terminato), abbiamo stampato libretti dei canti per le messe, abbiamo vissuto la quotidianità in un luogo come "i diversi". C'è stato tanto in quei momenti di vita, ma soprattutto, con noi c'è stato Lui, che ci ha voluti, e pensati per questa missione. E si è fatto sentire spesso. Anche con toni un po' bruschi, e che non ti aspetteresti, ma la sua presenza non è mai stata messa in discussione. Lo sentivo nei canti animati della messa. Nei momenti di condivisione coi miei compagni la sera. Nelle domande di un seminarista. Negli occhi di un bambino che non ha niente. Nelle parole di un Padre. Nelle mani di una madre, coraggiosa e senza paura per la vita. Nel "Kassuumai" ( che significa "Pace") con cui la gente ci ha accolto. Suzana è stato, ed è molto per me. Missione è portare il cuore in un posto che non hai scelto. Missione è saper amare quotidianamente chi ci viene messo di fronte. Missione è (af)fidarsi. Matteo.
L’esperienza L’esperienza L’esperienza