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Maddalena
Sbuca dall'oscurità e me la vedo arrivare in cappella col suo passo  calmo mentre va a piazzarsi al solito posto, in preghiera. E' una  delle mattine in cui celebro la Messa alla missione centrale ed é  normale che Maddalena ci venga. Soprattutto dopo che le è morto il  marito, e sono quasi quindici anni ormai, ha bisogno di tanto aiuto  del Signore per continuare il suo cammino e tirare su i figli per bene.   Erano rimasti tutti sorpresi per l'energia con cui aveva difeso la sua  decisione di continuare a vivere nella casa che il suo povero marito  aveva appena finito di ricostruire, bella e solida, poco prima di  ammalarsi. Secondo le tradizioni Felup la casa doveva essere  abbandonata e i materiali recuperati dai fratelli del marito; i quali si  sarebbero spartiti anche i figli e lei sarebbe andata a vivere come  seconda moglie di uno di loro. E' la legge del "levirato", coi suoi  aspetti positivi nel senso di garantire che la vita continui, ma che  cadeva come una mazzata sulle scelte che Maddalena aveva fatto  insieme col marito. Non se la sentiva di tornare indietro, non l'avrebbe mai  accettato!   Demba era un giovanotto tarchiato e attivo, lavoratore e con spirito di iniziativa.  Maddalena aveva gioito quando aveva saputo di essere stata scelta da lui come  sposa. Non si rendeva ancora conto di che cosa potesse significare per lei il "cammino" che egli aveva preso: lo avrebbe seguito anche lei, non  solo per la passività e la sottomissione cui la donna è votata da sempre in questo ambiente, ma, nel suo caso, anche per altro:  semplicemente  aveva fiducia in quel giovane ed aveva accettato di divenirne la sposa. Lo vedeva frequentare il padre insieme con altri suoi compagni e udiva  le critiche, a volte dure, espresse sul loro conto e sulle loro scelte dalla gente del villaggio. Nei pochissimi incontri che era loro possibile avere,  le aveva raccontato un po' di quello che imparava dal padre e le aveva anche detto che un giorno, quando anche lei avesse preso il "cammino"  della missione, sarebbero diventati cristiani. Maddalena non aveva capito granché di quello che lui diceva. C'era una cosa, però, che aveva  afferrato e che per lei era importante: in quel cammino un uomo sposava una donna sola e si impegnava a non mandarla più via: rimaneva con  lei per tutta la vita.   Era davvero una cosa nuova, ne aveva anche un po' paura, ma intuiva che per lei, donna, si prospettava una vita diversa da quella di tante  donne del suo villaggio. Erano molte quelle che, dopo essere vissute anni con un uomo e avergli dato dei figli, venivano messe fuori casa per  far posto ad una nuova venuta, dal futuro tanto incerto quanto il loro: aspettavano che qualcuno le prendesse in casa, naturalmente dopo aver  "licenziato" la moglie in servizio, e intanto si arrabattavano per allevare i figli che poi l'uomo si sarebbe ripresi un volta cresciuti.   Demba le riferiva quanto il Padre gli diceva e cioè che dovevano volersi bene davvero, che tutto fra loro doveva essere in comune, che non si  dovevano nascondere niente, che si dovevano rispettare, che lui, uomo, doveva avere rispetto e riguardo per la sua donna: Maddalena sapeva  che Demba, dicendole tutto questo, parlava sul serio, non si sarebbe tirato indietro; sentiva che il suo rapporto col suo uomo sarebbe stato  diverso da quello delle sue compagne coi loro mariti, ma non se ne faceva un'idea, era tutto così nuovo e strano!  Si sposarono e fu festa. La casa era bella, traboccava del riso coltivato insieme negli ultimi due anni di fidanzamento. Era stata una cosa  impressionante vedere come Demba vangava e aveva anche faticato a tenergli dietro a trapiantare, ma ora il riso stava lì ed il futuro aveva  meno incognite.  I primi passi nella vita a due. Demba appariva esigente: non era mai fermo, aveva sempre qualche lavoro tra le mani, anche nella stagione  secca, quando lavorava alla Missione. Però le sembrava che alle volte esagerasse nel pretendere da lei certe cose: che tenesse la casa più  pulita, che tenesse i vestiti più in ordine, che imparasse a rammendare gli strappi... Addirittura un giorno venne fuori con la proposta di imparare  a leggere e scrivere, lei, una donna, e per giunta già sposata! Ma se neanche lui ci riusciva nonostante tutti i suoi sforzi, figurarsi lei!... Peró  cercava di assecondarlo, tanto più che, alla sua maniera, era pieno di premure per lei. Aspettava il primo figlio e Demba non voleva che  facesse lavori pesanti. Figurarsi, era arrivato anche a caricarsi lui la legna in testa perché lei non si affaticasse! La gente lo canzonava per  quella stranezza, ma lui rispondeva: "Lei sta portando in grembo nostro figlio e io non la devo aiutare?!"  Venne il primo figlio, una bambina. La chiamarono Francesca e cresceva come un fiore. Le parenti e le anziane del villaggio volevano fare tutte  le cerimonie del caso per raccomandarla agli spiriti e lei si sentiva anche rassicurata, ma Demba no, non era d'accordo. Diceva che bisognava  pregare Dio come insegnava il Padre, che non c'era bisogno di tutte quelle cose. Le vecchie le dicevano che la bimba sarebbe morta se lei non  avesse fatto come dicevano...Passò parecchio tempo in questo tira-molla. Maddalena cercava di guadagnare tempo e, pur con grande  incertezza per quello che poteva capitare alla bimba, cercava di dare credito al marito, tanto più che il padre missionario pure si interessava e,  quando c'era bisogno, dava le medicine per  Francesca.   E venne il secondo, un maschietto paffutello che Demba volle chiamare Giovanni XXIII. Lei non capiva molto, ma sapeva che era il nome di un  uomo importante, di uno che era vicino a Dio e le pareva che niente potesse alterare la felicità che era entrata nella sua casa.  Ma cominciarono i guai. Francesca cercava ancora il latte, e lei glielo dava. Ma poi Giovanni poppava e non voleva smettere: il latte non  bastava per due! Demba le diceva di dare il riso alla bimba, ma come fare se lo rifiutava? Deperivano tutti e due. Demba insisteva, alzava la  voce...Ne aveva parlato al padre e il padre gli aveva spiegato come dovevano fare; gli aveva dato anche delle pappe, ma... erano cose dei  bianchi! In lei montava prepotente la paura, paura che si avverasse quello che le donne anziane le avevano detto: "Non fai le cerimonie agli  spiriti? I tuoi figli moriranno e non ne avrai altri! ". Non sapeva più che fare, la paura la paralizzava...La malaria attaccò il bimbo e una febbre  fortissima se lo portò via, debilitato com'era. Qualche mese dopo fu la volta di Francesca... e la casa rimase vuota.   Era buio completo. Demba alle volte era depresso, altre volte rabbioso e le parlava male. La tentazione di andarsene era forte: non ce  l'avrebbe mai fatta a vivere con quell'uomo, gli aveva dato due figli e poi non aveva saputo allevarli...o non era perchè non aveva fatto le  cerimonie agli spiriti? Demba non ne poté più. Nonostante le raccomandazioni del padre, dalle parole passò ai fatti e la picchiò, la picchiò  finché poteva e urlava, imprecava. Maddalena non reagì, stette a prenderle finché Demba ebbe finito. Si sentiva umiliata, era anche  preoccupata per il bimbo, il terzo, che portava in grembo, ma si diceva che, in fin dei conti, se le era meritate: forse i due bambini potevano  essere ancora vivi, se lei gli avessi dato ascolto, se non si fosse lasciata prendere dalla paura... E poi non le era sfuggito un particolare: pur  nella sua furia, dalla bocca di suo marito non era uscita nessuna espressione che volesse dire  "vattene dalla mia casa", suo marito la voleva  ancora con lui! Un altro l'avrebbe scacciata senza pensarci su, lui no. Doveva proprio cercare di ascoltarlo. Seppe che il padre aveva fatto una  ramanzina coi fiocchi a Demba, lo aveva rimproverato fortemente, davanti ai suoi compagni, perché aveva battuto la moglie, tanto più che era  incinta e ci potevano essere conseguenze anche sul bambino.   Demba non sapeva più come farsi perdonare e temeva che Maddalena volesse andarsene, anche perchè, proprio allora, c'era una decisione  grossa da prendere. Viste le rappresaglie degli anziani, che avevano battuto diversi di loro, Demba e compagni avevano deciso di ricostruire le  loro case vicino alla missione, subito fuori dal villaggio. La casa era pronta e si trattava di trasferirsi. Le mogli di diversi suoi compagni avevano  difficoltà, avevano paura. Gli Anziani, fatti i rituali scongiuri, avevano dichiarato solennemente che, se fossero andate ad abitare là, i loro  bambini sarebbero morti e non ne sarebbero nati altri. Cosa avrebbe fatto sua moglie? Avevano già perso due bambini!...   Lei li aveva persi nel villaggio i suoi due bambini e cominciava a rendersi conto che forse, sì, era più per colpa sua che per via degli spiriti. Il  bimbo che portava in grembo sarebbe nato nella nuova casa e anche lei, una volta vicina alla missione, sarebbe andata ad ascoltare il padre  assieme al marito: avrebbero cominciato una nuova vita! Lo disse a Demba e... fu una festa!  Nacque Carminda e poi ancora Avelina e poi, finalmente, arrivarono anche le suore alla missione. Maddalena fu tra le prime ad andare da loro.  Portava le sue bimbe tutti i giorni e voleva che le vedessero, che le dicessero che cosa doveva fare, come poteva allevarle meglio: era  commovente vederla arrivare proprio tutti i giorni, anche quando tornava stanca dalla risaia...  Poi vennero gli altri bambini, regolarmente e la casa si riempì. Intanto altre piccole comunità sorgevano nei villaggi vicini e Maddalena si  incaricava di incoraggiare le donne a seguire i mariti in questo nuovo cammino. Alcune vennero ospitate in casa sua in prossimità del parto, e  lei, con altre compagne, volle frequentare un piccolo corso di levatrice per poter essere d'aiuto. Poi  volle prepararsi per essere catechista,  insieme col marito.   Non finirono le sofferenze, soprattutto dopo la morte del marito. Ma la casa é rimasta in piedi e lei ha aperto un nuovo cammino: quello della  vedova cristiana. Diverse figlie si sono accasate, qualcuna le ha dato anche dei grossi dispiaceri; sono rimasti solo gli ultimi figli, il lavoro è  sempre molto, la risaia se la sono ripresa i fratelli del marito, i cristiani appoggiano imprestando un po' dei loro appezzamenti, anno per anno...  Ma una cosa é certa: Maddalena indietro non ci torna ed é diventata un punto di riferimento. E' vero, non è riuscita ad imparare a leggere e a  scrivere, ma incoraggia le giovani a farlo, e con risultato! E poi porta la sua esperienza, il cammino fatto insieme col marito.   Ricordo un suo intervento in un corso di formazione per catechisti sposati. Venivano da tutta la diocesi e ce n'erano di diverse etnie. Si parlava  di rispetto tra marito e moglie e della collaborazione e corresponsabilità nella conduzione della famiglia. Ambona e sua moglie Adelia, una delle  primissime compagne di Maddalena, parlano di come fanno loro: tutto é in comune. Interviene un corsista e dice: "Ma non il denaro! Non far  vedere alla tua donna il denaro che guadagni!". Maddalena interviene: "Sì, anche il danaro. Il mio povero marito aveva imparato a fare il  muratore e lavorava alla missione. A fine mese portava a casa la busta e... contavamo il denaro insieme. Insieme decidevamo come spenderlo  e lo lasciava in mano mia. Se voleva comprare qualcosa me lo diceva, ne discutevamo e io gli davo il denaro; lo stesso facevo io, anche se il  denaro stava con me". Ricordo che ci fu un silenzio generale. Poi, piano piano, cominciarono a piovere le domande e le risposte.  Grazie a Dio, la "reazione a catena", innescata allora con Maddalena e con le sue compagne, continua e si espande. Nei vari villaggi sono  ormai parecchie le famiglie, soprattutto quelle cristiane, in cui i rapporti tra moglie e marito sono cambiati e le donne, valorizzate, prendono  iniziative mai viste prima, nella miglioria della casa,  nella coltivazione di ortaggi per variare l'alimentazione e avere anche qualche entrata in  più. Anche l'atteggiamento verso i figli é mutato: fanno grossi sacrifici per mandarli a scuola, quando c'è, e non solo i figli maschi, ma...anche le  bambine: si privano dell'aiuto che possono avere da loro, com'è usanza, perchè le figlie possano istruirsi e avere una vita differente. Non solo,  ma molte giovani mamme si sono iscritte pure loro ai corsi di alfabetizzazione. Davvero, lo si tocca con mano, la chiave dello sviluppo, alla  base, sta nella donna e, per quanto é dato di vedere a me qui, in donne come Maddalena e le sue compagne, donne normali, con addosso  tutto il peso di tradizioni alle volte discriminatorie nei loro confronti, ma che si sentono, finalmente, liberate dal Vangelo.  
Patrice Patrice Bunire Bunire Suor Maria Suor Maria Ana Assimatoru Ana Assimatoru Basikuai Basikuai Maddalena Maddalena Anijroken Anijroken PitrikÚ PitrikÚ Ambona Ambona Kutujenio Kutujenio