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NOTIZIE DA KATON N.173 Dicembre 2016
Carissimi, mentre vi scrivo voi state finendo un ponte lungo così mentre io ... ancora non ho cominciato i lavori per ristrutturare il  ponte di Boaj, in piedi dal 1992 e ormai fuori tempo massimo per la manutenzione.   Intanto abbiamo riaperto la strada (chiamiamola così!), abbiamo ripulito il cantiere e bruciato quei fastidiosissimi fagiolini che i  felupes chiamano "emokai" e in criolo si chiamano "gnágnima"): basta che ne tocchi uno e ti infila nella pelle milioni di piccolissimi  aghi che ti danno un prurito che lévati!. Con il container è arrivata pure la  pompa freni del nostro Lazzaro, il Leoncino OM militare resuscitato (Lazzaro,  appunto) che ci servirà, insieme con il trattore, per trasportare tutto quel po'po'  di materiale da qui al fiume.   C'è da dire, di positivo, che appena abbiamo chiesto di pulire la strada dalla  vegetazione, subito dai villaggi oltre il fiume si sono mossi: si vede che hanno  interesse a che il ponte venga rimesso a nuovo, hanno capito che gli serve. Si  tratterà di organizzarli in modo da agevolare la loro partecipazione ai lavori.  Chi si muove comunque sono soprattutto gli adulti. I giovani? Generalmente  assenti, apatici, amorfi, a tutto.  Piange il cuore al vederli, quando li vedi,  perché stanno alla larga da chi sanno che gli proporrebbe dei lavori: a meno  che siano profumatamente pagati e... possibilmente in anticipo. Capito dov'è lo  sviluppo? Intanto i motocoltivatori e pilariso giacciono inerti. Chi aveva imparato  un po' a lavorarci, se l'è squagliata col denaro (poco) raggranellato e chi non ha  ancora imparato...  probabilmente... aspetta tempi migliori.  Abbiamo avuto l'altra settimana, a livello PIME,  un interessantissimo corso di  aggiornamento tenuto dal dottor Raffaele Iavazzo, psichiatra e psicoterapeuta  che in gioventù era stato alunno del PIME.  Abbiamo chiesto anche a lui un aiuto per capire cosa stia succedendo a questi  giovani e, soprattutto se ci sono appigli, rampini o simili per riuscire a  smuoverli.  Ricordo che parlandone dicevo: "Li guardi negli occhi, quando ci riesci e... vedi fuori dall'altra parte! Sono buchi, non c'è dentro  niente!".  E' terribile come situazione, non vedono niente per cui "valga la pena di...". IL peggio è che... ci sono dentro anche molti giovani  cristiani, che dovrebbero aver incontrato quel Qualcuno per cui vale davvero la pena di rimboccarsi le maniche!.. O forse siamo  proprio noi che invece di essere dei "Giovanni Battista" che si tirano da parte perché vada avanti Lui, magari restiamo lì impalati  come allocchi nell'illusione che la gente venga dietro a noi?...  Qui nella  nostra diocesi siamo in clima di Sinodo e uno dei grossi argomenti della Nuova Evangelizzazione dovrà essere proprio  questo.  A proposito di Sinodo... Cose turche!  Si è voluto cercare di aprire un  dibattito... via blog! Qui in Guinea? Quanti hanno accesso a un  computer? E  anche se ce l'hanno 'sto benedetto computer magari  antidiluviano, quanti hanno accesso alla corrente?  Allora mi sono "rimpinzato" di buona volontà e mi sono offerto di  stampare tutti i contributi alla discussione che fossero apparsi nel blog  della diocesi, facendone arrivare quattro copie a ognuna delle trenta  parrocchie della diocesi, gratis naturalmente. Primo invio. Risposte?  Niente. Allora ho cominciato ad inviare articoli, riflessioni, provocazioni,  chiedendo pareri e punti di vista differenti, per avviare qualcosa in vista  della prima sessione che sarà in Febbraio.   Non è stato un lavoro di piccola mole, anche perché, in via di  incoraggiamento, ho voluto far conoscere profili di cristiani "riusciti", che  ci garantiscono che lo Spirito Santo é al lavoro e come!   Così ho scritto di Demba e Maddalena, di Kutujenuió e Anjiroken e di  altri, mi mancano ancora Pitrikó e Ambona... Risultato? Zero, tutto tace.  Ah, no, recentemente c'è stato un intervento: uno sconosciuto spagnolo  che chiede di inviargli una lettera per posta normale perché fa la  raccolta di francobolli e non ne ha nemmeno uno della Guinea!  Ha  trovato che per questo valeva la pena di scomodarsi!!!   Ma non siamo pessimisti! C'è del buono di cui parlare e  ringraziare il Signore.  Intanto subito dopo Natale abbiamo il ringraziamento per il dono che il Signore ci ha fatto mandandoci un evangelizzatore del  calibro di padre Spartaco MARMUGI. Rivivremo il suo ricordo e la sua presenza attraverso testimonianze, conferenze, teatro e...  il  sacramento della cresima chiedendo al Signore che qualche altro cresimato di questa nostra chiesa diventi testimone e apostolo  come lui.   E poi, giusto domani comincio a predicare un corso di esercizi in preparazione al diaconato del nostro Maiuka che sarà ordinato  sabato prossimo 17 dicembre qui a Suzana. E' destinato a questa parrocchia dove resterà anche da prete e saranno due con padre  Abramo: io il terzo della cordata fin che avrò fiato.   Siamo comunque in attesa delle date di ordinazione di altri due diaconi, tutti e due della nostra parrocchia: frate Luca figlio di Albert  di Katon e don Matteo figlio di Ernesto di Ejin. E dite poco?   Ma c'è dell'altro. Facendo scuola di Felupe a Maiuka e a suor Herika (ottimi alunni), ho fatto altre scoperte "linguistiche" che hanno  aperto grossi e inattesi spiragli sulla cultura felupe, sulle loro concezioni filosofiche (proprio così, non scherzo) che fanno da  supporto all'annuncio della Parola di Dio, per esempio per i primi due capitoli del libro del Genesi. Per ora ho solo materiale che ho  scritto in Portoghese. Appena avrò un po' di tempo preparerò una traduzione  in Italiano da mettere nel Sito (accidenti, hanno attaccato anche a me la  bloggomania!?!?!). Quando si dice che non si finisce mai di imparare e ci vorrebbe un poco  più di tempo e di pazienza per pensare!   Il tempo è grazia, è "Kairós" ed è nel tempo che il Figlio di Dio ha voluto  venire per incontrarci, per mettersi davanti a noi e invitarci a seguirlo, a  mettere la nostra vita nelle Sue mani perché realizzi in noi il Suo disegno  di salvezza: è qui che poggia la nostra speranza, incrollabile perché  promana da una certezza che ci viene da Lui, cioè che Lui ci vuole bene e  Gli stiamo a cuore, tutti, ma proprio tutti, anche quelli che non lo sanno e  che, quando li guardi negli occhi, vedi fuori dall'altra parte e non ci trovi  nemmeno un briciolo di speranza....   Buon Natale a tutti voi da tutti noi, nella gioia del Signore. 
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